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	<title>molestie &#8211; ROCK&#039;N&#039;FIOCC</title>
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	<description>Un blog di moda (ma non solo) curato da Giulia Torelli</description>
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		<title>Come vestirsi in ufficio per essere prese sul serio</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2020 12:41:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[COME CAVOLO VI PARE PERCHÉ COME VI VESTITE NON C&#8217;ENTRA NIENTE CON COME LAVORATE &#160; &#160; Ieri ho pubblicato alcune stories sul mio canale Instagram, dicendo che sono rimasta colpita...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>COME CAVOLO VI PARE PERCHÉ COME VI VESTITE NON C&#8217;ENTRA NIENTE CON COME LAVORATE</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ieri ho pubblicato alcune stories sul mio canale Instagram, dicendo che sono rimasta colpita dal fatto che molte ragazze alle quali <a href="http://giuliatorelli.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer nofollow external" data-wpel-link="external">sistemo l&#8217;armadio</a> mi dicono che preferiscono non scartare certi abiti larghi e informi perché li usano in ufficio, mentre riservano al tempo libero camicette colorate, pantaloni fascianti e tacchi.</p>
<p>I motivi principali -ho scoperto con il tempo e facendo domande- sono tre</p>
<p>1:per evitare commenti sgradevoli da colleghi e capi di sesso maschile<br />
2:per evitare commenti sgradevoli da colleghi e capi donne<br />
3:per essere prese sul serio.</p>
<p>Parlandone su Instagram ho capito che il problema è molto ma molto più grosso di quello che pensavo. Ho ricevuto più di 300 messaggi tutti sullo stesso tema, e cioè: non mi posso mettere quello che mi pare in ufficio perché ci saranno delle ripercussioni, che siano commenti acidi, commenti sessisti, rimproveri.</p>
<p>Ora lasciamo da parte studi legali, di consulenza e uffici in cui è imposto un dress code molto formale: lì si tratta di vestirsi tendenzialmente coperti (no spalle nude, no sandali, no gonne corte) e con colori scuri. Possiamo non essere d&#8217;accordo ma sono codici aziendali da rispettare. Quello che mi ha sconvolta è stato sentire testimonianze orribili da persone che lavorano in ambienti di lavoro più rilassati, dove magari non vieni mandata a casa se indossi una maglietta che lascia le spalle scoperte (true story) e dove puoi osare un pochino di più con i colori (nel senso di: puoi indossare il rosa oltre al nero e al blu, non sto parlando di paillettes e colori fluo).</p>
<p>Le ragazze ma anche le donne che mi hanno scritto sono costantemente bombardate di commenti a sfondo sessuale, oppure rimostranze acide da parte di superiori e colleghi. Che sia perché sono vestite in modo troppo estroso (&#8220;wow oggi facciamo la sfilata?&#8221;) oppure perché troppo scuro (&#8220;è morto qualcuno?&#8221;), o perché magari con una gonna leggermente corta (&#8220;questa andava bene per strada&#8221;), oppure troppo lunga (&#8220;non sapevo fossi lesbica&#8221;), o una maglia un pelo più scollata del solito (&#8220;con questo spettacolo mi distraggo&#8221;), o addirittura perché indossano normalissimi pantaloni fascianti (molte mi hanno parlato di sguardi insistenti quando indossano qualcosa che non sia largo).</p>
<p>Ho letto messaggi che mi hanno lasciata non solo esterrefatta ma disgustata, quasi in lacrime. Persone che hanno ricevuto vere e proprie molestie e che ad anni di distanza giustamente ancora ricordano i commenti cattivi, le insinuazioni a sfondo sessuale e anche quelle cose che vengono dette in tono scherzoso ma che non fanno ridere proprio nessuno, tranne forse chi le pronuncia.</p>
<p>É anche stato molto triste constatare come tante volte le parole cattive vengano indirizzate alle donne da altre donne, commenti che spaziano dal rossetto alle scarpe, dal colore delle unghie al taglio degli abiti. Che siano ragazze molto alla moda (giudicate perché frivole), oppure per niente interessate alla moda (giudicate perché sciatte) o ragazze felici di indossare colori (troppo vistose) o di scoprire due centimetri di pelle (subito additate come quelle che vogliono ottenere qualcosa dai superiori uomini). Sono tutte brave a indossare magliette con slogan femministi ma poi a quanto pare sul lavoro denigrare le altre donne è considerato accettabile e anche divertente, in certi uffici.</p>
<p>La cosa allarmante (una delle) è che molte di queste ragazze non si sentono arrabbiate bensì mortificate, giustamente disgustate, e non potendo a volte rivolgersi ad hr competenti o non avendo capi intelligenti che possano prendere le loro difese (spesso perché i capi stessi sono gli aguzzini), sono semplicemente rimaste in silenzio, o addirittura si sono dimesse (tantissime di quelle che mi hanno scritto hanno cambiato luogo di lavoro in seguito a molestie verbali e non).</p>
<p>Vi scrivo questo post perché voglio esternare il mio disgusto, farvi sapere che se per caso vi fosse capitato qualcosa del genere non siete sole ma tristemente parte di una grandissima fetta della popolazione femminile (o perlomeno di una parte dei 96.000 che mi seguono) e di uomini omosessuali (non ho ricevuto nemmeno un messaggio da uomini eterosessuali ma devo dire che nel mio pubblico rappresentano il 6%), altrettanto mobbizzati e molestati verbalmente.</p>
<p>Al contrario di questo &#8220;trend&#8221; italiano, molte ragazze che lavorano all&#8217;estero mi hanno detto che comportamenti del genere in altri stati, perlomeno per la loro esperienza, non sono accettati, che c&#8217;è una grande tutela del dipendente e che sì, esistono dress code in certi ambienti, ma dove non sono specificati vige la massima libertà e nessuno si azzarderebbe mai a commentare i look di qualcun altro. Sapete bene cosa è successo recentemente con il movimento Me too e a quanta attenzione è stata posta sul luogo di lavoro in USA per evitare sexual harassment in tutti i modi.</p>
<p>A quanto pare in Italia la situazione è tristemente diversa e la maggior parte dei messaggi che ho ricevuto terminava con &#8220;purtroppo sono rassegnata a questa situazione, vado in ufficio vestita in modo da non farmi notare, con cose che non siano nemmeno vagamente vistose, o corte, o scollate o attillate&#8221;.</p>
<p>Capisco che a volte non si possa dire nulla, che non ci siano superiori che possono aiutare e che le risorse umane in certi casi siano peggio dei capi sessisti (addirittura spesso li proteggono). Però per quanto vi è possibile rivolgetevi alle persone che dentro una azienda dovrebbero tutelare i dipendenti: superiori, risorse umane, colleghi se necessario e se possono aiutarvi.</p>
<p>Cercate di arginare qualsiasi tipo di commento irrispettoso, rispondete fermamente &#8221; questo commento non è opportuno&#8221; se qualcuno vi importuna, meglio se in presenza di altre persone. Se la loro risposta sarà il classico &#8220;ehhh ma scherzavo&#8221; non fatevi manipolare, ripetete che quella &#8220;battuta&#8221; non è comunque opportuna e non vi fa ridere.</p>
<p>Se una persona vi fa un commento che non vi piace fateglielo ripetere a voce alta davanti a tutti: &#8220;come, scusa? Non ho sentito bene&#8221;. Vediamo se avrà ancora voglia di farlo.</p>
<p>Se potete, se riuscite, non piegatevi ai commenti degli altri, a regole che nessuno ha scritto e non permettete a nessuno di sminuirvi con le parole, di farvi credere che valiate meno solo per i vestiti che scegliete di indossare, che di certo non hanno niente a che vedere con come svolgete il vostro lavoro.</p>
<p>Forse queste parole non hanno tanto senso e avete già perso la speranza da tanto tempo ma sappiate che non siete sole e che i lavori si perdono ma poi si ritrovano, che quello che state vivendo non deve necessariamente protrarsi nel tempo e che la nostra salute mentale, la nostra autostima e il nostro benessere è più importante di qualsiasi lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
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