COSA SIGNIFICA SOSTENIBILITÁ

Prima di tutto, una piccola infarinatura: cosa significa sostenibilità nella produzione di moda?

Significa tenere conto dell’impatto di un prodotto dal punto di vista etico e ambientale per tutta la filiera, cioè dall’inizio della produzione all arrivo al consumatore, ma soprattutto significa produrre il giusto e non avere paura di fare vedere tutte le fasi del processo in totale trasparenza.

PERCHÉ É IMPORTANTE CHE I CONSUMATORI COMPRINO SOSTENIBILMENTE?

Perché compreranno capi che hanno meno impatto sull’ambiente, che hanno garantito una giusta paga ai lavoratori e che non danneggino la nostra salute (prestiamo cura a cosa mangiamo ma non cosa ci mettiamo addosso, mentre la pelle è un tessuto assorbente e tanti tessuti sono tossici per il nostro corpo).

Everlane

IL TREND DELLA SOSTENIBILITÁ

Ultimamente si fa un gran parlare di sostenibilità, i brand si stanno rendendo conto che è un tema che non può più essere ignorato, fioccano le campagne di sensibilizzazione sui social media e le persone si rivolgono sempre più al mercato del vintage, del second hand e ai brand che producono in maniera responsabile. É ormai diventato un vero e proprio trend (come già diceva Wgsn  nel 2019) che penso e spero ci accompagnerà per molto tempo.

PERCHÉ NON COMPRIAMO TUTTI SOSTENIBILMENTE?

Spesso i brand che si occupano di moda sostenibile non sono interessanti per il grande pubblico per vari motivi. Primo (secondo me): lo scarso appeal delle loro creazioni, spesso fuori moda, con tagli difficili (“tagliati con l’accetta”; direbbe mio papà), colori tristi e forme gigantesche. Secondo, il prezzo. Chiaramente una maglietta di un piccolo brand sostenibile avrà un costo diverso della t-shirt di COS, ma c’è un motivo: il piccolo brand produce poche collezioni, usando materiali di un certo tipo, pagando il giusto i propri lavoratori. Dobbiamo disabituarci ai prezzi del fast fashion. Terzo: credo ci sia il preconcetto che questo tipo di abiti sono per un pubblico di nicchia, una certa categoria di donne.

Io personalmente mi sono avvicinata a questo mondo grazie a Silvia, una ragazza che seguo su Instagram e che ha molto a cuore il tema (ma che si veste molto bene e in modo moderno, non temete). Troverete insight molto interessanti e ben fatti nelle storie in evidenza sul suo profilo.


Hypebeast

COME CAPIRE SE UN BRAND É SOSTENIBILE?

Come riconoscere con certezza se un brand è sostenibile? Ho trovato un articolo interessante sul tema qui.  In generale i brand sostenibili sono fieri di esserlo e non esitano a comunicarlo! Di solito, meno informazioni sulla sostenibilità di un brand trovate online, peggio è (nel senso che probabilmente non sarà un brand particolarmente virtuoso, ecco).

DOVE COMPRARE SOSTENIBILE SE NON SI SA DA DOVE COMINCIARE?

Un buon sito (e app) per una prima indagine è Goodonyou, che ha a sistema centinaia di brand, ognuno catalogato in base al grado di sostenibilità (così come Renoon). Se invece voleste comprare da un e-commerce interamente dedicato a brand sostenibili, eccolo.

 

ALCUNI BRAND ITALIANI -ALMENO IN PARTE- SOSTENIBILI

Grazie all’aiuto dei lettori, di Silvia, e del bellissimo account instagram della mia amica Arianna, Eredità Futura, ho selezionato alcuni brand interessanti, italiani e con un buon impegno verso la sostenibilità (alcuni sicuramente non sono sostenibili al 100% ma sono sulla buona strada). Dice Silvia: “ci sono più criteri da tenere in considerazione, la sostenibilità è una tematica molto complessa e ci sono molti livelli – e molti modi – in cui un brand può esserlo. Secondo me un brand che recupera tessuti può definirsi sostenibile, ma ovviamente non se li fa cucire in Bangladesh, imballa nella plastica etc.” e sono d’accordo con lei.

Ho deciso di focalizzarmi su marchi del nostro paese perché in giro per il mondo ce ne sono davvero tanti e elencarli tutti sarebbe stato impossibile.

BORSE

LE NOM SAINT TROPEZ – bellissimi secchielli in pelle personalizzabili e dal prezzo irrisorio (li ho e posso garantire sulla qualità)
STUDIOSARTA – bellissimi secchielli in paglia di Vienna, indistruttibili, prodotti a Palermo artigianalmente (idem come sopra)
MELIP – marchio di borse di pelle prodotta con scarti alimentari e rimanenze di magazzino (morbidissime e colorate, e il brand è uno dei finalisti di Who is on next quest’anno)
OFFICINE DEL POGGIO – artigianalità italiana, eleganza senza tempo, attenzione ai dettagli, materiali vegetali e sostenibili
AZAR STUDIO – borse e gioielli intrecciati da una giovane ragazza italiana
NIDO – borse molto carine fatte a mano a Brescia
STUDIOPANARU – secchielli e cappelli intrecciati a mano in Sicilia
AIM – borse sostenibili made in Italy
NUMEN BAGS – borse minimali e bellissime
OBJECT PARTICOLARE – borse artigianali fatte a mano in Italia
PALOROSAPROJECT – borse disegnate e vendute a Milano e online e prodotte in Guatemala
THE MOIRE – borse sostenibili disegnate e prodotte a Milano

SCARPE

IINDACO – non potrete mai credere che un brand così cool sia anche sostenibile! Ogni fase di creazione, produzione e distribuzione è sviluppata nell’ottica di salvaguardare l’ambiente
YATAY – sneakers fatte in materiali eco-friendly molto carine e semplici (tra le straniere invece ci sono Veja e Saye)
LANAPO – questi sandali provenienti dalle 5Terre sono fatti con pellami di concerie che fanno parte del consorzio vera pelle di concia al vegetale
LAC MILANO -friulane in velluto con suole fatte di gomma riciclata da vecchi copertoni di bici!

 


Iindaco

 

DENIM

HAIKURE – non mi ero mai accorta che questo brand fighissimo di jeans fosse italiano!
BLUEOFAKIND – finalmente un brand di denim sostenibile italiano! Tutti i loro prodotti sono realizzati esclusivamente con jeans vintage e realizzati artigianalmente con l’utilizzo di avanzi e eccedenze
PARCO DENIM – jeans in cotone organico e tessuti riciclati

TheMinu

ABITI

GARBAGECORE – la fondatrice ricerca capi di abbigliamento nei mercatini  e li ritrasforma in pezzi super cool
AVAVAV FIRENZE – una produzione limitata di abiti romanticissimi prodotti con stoffe di scarto in Italia
SCILÉ – gilet per tutti i gusti fatti in Italia con tessuti naturali a basso impatto ambientale
FOLKLOORE – multimarca che lavora con artigiani di zone remote del mondo, senza passare da intermediari, e che vende capi prodotti in modo artigianale con tecniche manuali
VERNISSE – stupendi abiti in seta realizzati con scarti di tessuti vintage e non
GOOD SUSTAINABLE MOOD – marchio interessantissimo di t-shirt in fibra di latte nato a Parma
BRUNELLO CUCINELLI – il famoso marchio del lusso produce in Italia con grande attenzione alla filiera produttiva
ETICLO – il nome dice molto, abiti fatti con tessuti sostenibili
LUNGOMARESTUDIO – un brand di pochi pezzi in tessuti pregiatissimi e sostenibili
ASCIARI MILANO – una linea fatta interamente in Italia, con tessuti scelti e valorizzando il rispetto dell’ambiente
MELIDÉ – t-shirt sostenibili e fair trade, sia nelle materie prime sia nei ricami
TWINS FLORENCE – poche collezioni ma bellissime e con una grande attenzione al dettaglio
CETTINA BUCCA – abiti coloratissimi e sostenibili direttamente dal sud Italia
PNLP MILANO – abiti in cupro sostenibile prodotti dall’azienda di famiglia in Italia
VESCOVO.VESCOVO – suits prodotti con materiali riciclati
SAVÁ – marchio milanese per uomo e donna che produce solo con tessuti di recupero che altrimenti andrebbero al macero e solo pezzi su richiesta
CHIMBORAZO – capispalla e abiti da uomo
OSCALITO – biancheria ecosostenibile molto classica
SOLLECITI – ex marchio di pellicce convertitosi in produzione on-demand di capispalla!
ENDELEA – capi disegnati in italia e prodotti in modo etico in Tanzania
ARAMÚ – bellissimi blazer fatti su misura con stoffe di scarto
SAVE THE DUCK – piumini sostenibili dalle linee classiche e altri capi di abbigliamento
OOFWEAR – capispalla sostenibili e belli
COVERT – brand che ho scoperto da poco di cui so poco ma è molto carino
FLAVIALAROCCA – marchio sostenibile vincitore del “Franca Sozzani GCFA Award for Best Emerging Designer 2019”
STUDIOSARTORIALE – brand veronese sostenibile e molto moderno!! Lontani i tempi dei vestiti senza forma sostenibili!
GILBERTO CALZOLARI – marchio di un giovane designer di Milano laureato all’Accademia di Brera, nato nel 2005. Coloratissimo, ha vinto numerosi premi
CASASOLA – Marchio italiano attento alla sostenibilità e molto chiaro sulla sua policy e le sue azioni. Bellissima la maglieria e i blazer
TWINS FLORENCE– altra azienda basata in Toscana e che produce poco e bene
VESCOVO VESCOVO – brand di completi sartoriali e non solo, da uomo e donna. Il sito è stranissimo e l’instagram non svela molto di questa realtà
ARTURO STORIES – calze bellissime disegnate in Italia con una filiera produttiva tracciabile e super trasparente

F_WD – abbigliamento sostenibile unisex e scarpe in plastica riciclata

GIOIELLI
MARAISMARA – il famoso e bellissimo marchio di Mara Bragaglia che ha introdotto l’oro fairtrade in Italia


MaraisMara

MAGLIERIA

SARTORIA VICO – maglieria prodotta da due maglifici a conduzione familiare, con filati puri di alta qualità, certificati secondo standard europei e con certificazioni specifiche sull’impatto aziendale.
WE ARE WUULS – il loro slogan dice tutto: “no more seasonal products”. Pochi prodotti di qualità che impattano poco sull’ambiente
LEOROSA WORLD – brand di maglieria fondato nel 2019 da Paolina Leccese e Julian Taffel. Tutti i pezzi sono realizzati con amore utilizzando filati di lana e cashmere esclusivamente italiani.
ARTKNIT STUDIOS – maglieria zero waste in fibre naturali,  i capi sono in vendita direttamente al consumatore senza intermediari, 100% sostenibili, prodotti in base agli ordini ricevuti
16R FIRENZE – filati a km zero (spesso prodotti con fine serie) e capi prodotti da laboratori in Toscana
GAIA SEGATTINI – brand che usa filati di giacenza o rigenerati, tutto prodotto in un maglificio nelle Marche, e vende direttamente al clinete finale, con drop mensili online e pop up itineranti
DUNIA ALGERI ATELIER – ogni maglione  richiede 30 ore per essere ultimato ed è prodotto interamente da un’unica persona con filato di baby alpaca ecosostenibile, 100% puro, di altissima qualità. Tutto è “made to order”.
RIFÓ CASHMERE – marchio italiano attentissimo alla sostenibilità che produce maglioni in lana, cashmere e addirittura jeans riciclato
OFHANDMADE – marchio di maglioni stravaganti e fatti a mano, attento alla sostenibilità


Artknit Studios

COSTUMI, INTIMO E SPORT

LIDO – bellissimi costumi in lycra riciclata
UND SWIMWEAR – marchio costumi e activewear semplice e molto elegante, che usa materiali riciclati
FESTA FORESTA – marchio di costumi nato di recente, completamente made in Italy e plastic free
ISOLE E VULCANI – marchio di costumi in cotone organico e plastic free
ADALU BIKINI – abbigliamento da surf prodotto con lycra in fibra di nylon riciclato, a basso impatto ambientale e a km 0
CASAGIN – lo slogan del brand è è “sustainable, ethical, eco-friendly”
BLONDIE WITH LOVE – costumi sostenibili e molto cool made in italy
ALESIA CONCEPT – costumi prodotti in Salento e sostenibili
REPAINTED – costumi coloratissimi e abiti per la spiaggia in tessuti rigenerati
FANTABODY – brand super cool “sustainable e bodypositive” che crea con processi sostenibili e tessuti riciclati
THEMINU – “activewear that cares” è lo slogan di questo brand di activewear coloratissimo che usa materiali riciclati
FREAKLECHIC – un marchio dedicato allo yoga tutto in fibre naturali
UYNSPORTS – marchio di abbigliamento sportivo attento alla sostenibilità,  dedicato a vari sport e che produce anche intimo

n.d.r: Se ci sono informazioni inesatte in questo post fatemelo pure sapere e se aveste dubbi o domande provate a contattare i brand direttamente e chiedete informazioni più approfondite, saranno sicuramente felici di rispondervi.
Se invece vi vengono in mente altri brand italiani  da aggiungere alla lista scrivetemelo nei commenti!

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51 Commenti

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  1. Maria

    03/12/2020 alle 5:33 PM

    Ciao Giulia! Ti segnalo Trame di Stile, un brand che produce con soli tessuti vegan e naturali. Stile sartoriale italiano e alta qualità.

    Rispondi
  2. Priscilla

    23/11/2020 alle 9:18 AM

    Articolo super interessante! Consiglio anche la piattaforma di Sustainable Brand Platform (che ha anche un magazine) che collabora con brand sostenibili, anche emergenti, stabilendo quanto lo siano seguendo alcuni parametri.

    Rispondi
  3. Elena

    20/11/2020 alle 1:00 AM

    Ciao Giulia! Articolo super, avresti consigli su brand sostenibili per uomo? Grazie!!

    Rispondi
  4. Stefania

    11/11/2020 alle 10:09 PM

    Ciao Giulia! Mi piacerebbe acquistare un maglione in cashmere(mai avuto un capo in cashmere prima) di Rifò, mi sapresti indicare come vestono? Grazie mille!

    Rispondi
    • rockandfiocc

      12/11/2020 alle 10:43 AM

      stretti!! ti consiglio di prendere la M se sei una S

      Rispondi
  5. laura

    10/11/2020 alle 11:34 AM

    Preziosissimo il tuo articolo Giulia, da studiare e prendere appunti. Su Roma ti segnalo anche @modo_sartoria, una sartoria per migranti che usa tessuti africani abbinati a modelli occidentali, e @coloriagelaboratorio che propone coloratissime mascherine, abbigliamento per bambini e anche accessori per la casa sempre con tessuti wax.

    Rispondi
  6. Sofia

    09/11/2020 alle 1:19 PM

    Ciao Giulia ti segnalo anche @beyondseawear marchio appena nato di costumi hand-made in Italia con tessuto riciclato
    Beyondseawear.com

    Rispondi
  7. Giulia

    09/11/2020 alle 11:43 AM

    Ciao Giulia 🙂 nella sezione Scarpe suggerisco Id.Eight: sneakers sostenibili, cruelty free e Made in Italy assemblate con scarti dell’industria alimentare, unisex e molto comode. Grazie per il tuo articolo molto interessante!!

    Rispondi
  8. Chiara

    20/09/2020 alle 10:40 PM

    Grazie mille, utilissimo!

    Rispondi
  9. Anna Viola

    19/09/2020 alle 5:27 PM

    Ciao, articolo molto interessante grazie!
    Credo che Progetto Quid potrebbe rientrare nella lista (forse lo conosci già), scusa il disturbo e buona serataa

    Rispondi
  10. Noemi

    16/09/2020 alle 11:13 AM

    Quanti marchi interessanti! L’unico appunto che vorrei fare è che non è vero che un brand che fa cucire i vestiti in Bangladesh non è sostenibile. Dipende, da chi li cuce e come li cuce. Ci sono, ad esempio, progetti per sostenere il lavoro femminile in paesi asiatici purtroppo conosciuti soprattutto per lo sfruttamento dell’ambiente e delle persone. Le donne lavorano, sono pagate il giusto e possono, in qualche modo, essere indipendenti o comunque più emancipate.
    Il cotone migliore, da quanto mi hanno detto esperti del settore, viene prodotto lì, e tanto in modo ecosostenibile (per quanto non esista niente, al mondo, senza impatto sull’ambiente). Un marchio che fa biancheria o t-shirt non può produrre il cotone in Italia, o in Europa, ma non vuol dire che non abbia attenzione per l’ambiente.

    Rispondi
  11. Margherita

    15/09/2020 alle 4:44 PM

    Meraviglia delle meraviglie questo articolo. Grazie.

    Rispondi
  12. valeria gemelli

    13/09/2020 alle 4:02 PM

    utilissimo, grande!

    Rispondi
  13. Serena

    12/09/2020 alle 6:40 PM

    Ciao Giulia,
    articolo molto utile e interessante, grazie!
    Una nota che magari può interessare ad altri: da “Artknit Studio” mi hanno scritto di potermi fare una XS (che non è sul sito) per adattare il capo alle mie misure. Lasciandogli altezza e peso i loro artigiani possono realizzare capi su ordinazione.

    Rispondi
  14. Valeria

    10/09/2020 alle 10:26 PM

    Commercio Equo e Solidale (hanno anche accessori e bijou). Complimenti per il tuo lavoro!
    https://www.altromercato.it/it_it/prodotti/on-earth/abbigliamento/giacche-capispalla.html

    Rispondi
  15. Giulia

    10/09/2020 alle 2:45 PM

    Ciao Giulia, seguo da tempo e con vivo interesse il tuo blog. Una domanda, però, sorge spontanea: non trovi un po’ incoerente sottolineare l’importanza di acquistare da marchi sostenibili, e meno di 24 ore dopo mostrare sul tuo profilo dei capi Zara? Non ritieni che sarebbe meglio scegliere una linea da seguire, anche a rischio di perdere qualche follower? Grazie.

    Rispondi
    • rockandfiocc

      10/09/2020 alle 3:08 PM

      no, non voglio scegliere una linea sola, l’ho letteralmente appena spiegato nelle storie. Comunico tutto perché non faccio l’ influencer di moda sostenibile ma compro e parlo di tutto.

      Rispondi
  16. Federica

    10/09/2020 alle 1:20 PM

    Ciao Giulia, articolo molto molto interessante. Ti segnalo questo brand di gioielli molto carini, realizzati con materiale riciclato. https://www.thecled.com/

    Rispondi
  17. Lucia

    10/09/2020 alle 12:53 PM

    Ciao Giulia, per quanto riguarda le scarpe non mi sembrano affatto male le sneakers di Womsh, Saye e Id.eight, tra l’altro i prezzi mi sono in linea con Nike e simili. Purtroppo infatti spesso un limite dei brand sostenibili é che, anche comprensibilmente, sono MOLTO cari.

    Rispondi
  18. Anya

    10/09/2020 alle 12:47 PM

    Ottima guida, grazie! Spesso la gente si sente punta sul vivo da chi propone il sostenibile perché costoso per le loro tasche. Più che legittimo, però non ha senso prendersela come fosse una critica personale. Il problema sono gli stipendi medi troppo bassi, bisognerebbe avere il potere d’acquisto per comprare roba di qualità e non prodotta dallo sfruttamento! Comunque non è neanche necessario spendere 100 euro a botta per un capo sostenibile, io ho preso una meravigliosa gonna in bambù a saldo su Altramoda per 40 euro circa.

    Rispondi
  19. 10/09/2020 alle 10:45 AM

    Ciao Giulia brava, davvero utile questo articolo!
    Ti segnalo anche Savà Milano https://www.instagram.com/savamilano/, brand che ci hai fatto scoprire proprio tu quest’estate, e che ho provato personalmente e sono super!!!! Producono gonne dal taglio sartoriale e bermuda da uomo con stoffe e rimanenze dell’alta moda o da scarti di grandi aziende tessili o anche di recupero.
    E poi ti segnalo Licia Florio, già famosa, che realizza completi https://www.liciaflorio.com sport con un occhio sempre attento alla sostenibilità. Bellissimi tra l’altro.

    Ciao!!

    Rispondi
  20. Francesca

    10/09/2020 alle 9:56 AM

    Ciao Giulia, non metto in dubbio la valenza di questo articolo e mi complimento per tutti i brand che ci sono finiti dentro, per loro è sicuramente una bella vetrina e un altro modo per essere scoperti. Purtroppo però non condivido il modo che in passato e anche pochi giorni fa hai usato per parlare di marchi a tuo dire brutti. Diresti mai in faccia ad un artigiano che sarebbe stato meglio per il pianeta se non avesse mai prodotto nulla? Diresti mai davanti a lui/lei che i suoi prodotti sono schifosi? La sostenibilità è un modo di vivere che comprende anche la gentilezza, ci piace tanto riceverla e dovremmo anche imparare a praticarla con le parole.

    Rispondi
    • Giulia

      10/09/2020 alle 1:03 PM

      Ciao, a me pare che qui si faccia un po’ di confusione tra artigianato e sostenibilità.
      Le due cose non sono sovrapponibili. Ci sono artigiani che lavorano in modo sostenibile (che è, per l’appunto un concetto molto complesso e che non riguarda solo le materie prime), ci sono artigiani che – per il tipo di prodotto che producono – non possono essere sostenibili in toto.
      Come ci sono grandi aziende (vedi Patagonia) che lavorano in modo davvero sostenibile. E difatti Giulia ha parlato di sostenibilità, e quando ha parlato di brand brutti che lavorano nel campo sostenibili non ha parlato o fatto il nome di brand artigianali. Qui significa prendersela per essere stati punti sul vivo, perché – probabilmente – si sente ancora un limite nel design di prodotti che invece, lato sostenibilità, sono molto forti.
      Terzo: dietro OGNI brand ci sono delle persone. E un artigiano, se è conscio del suo lavoro, dei suoi limiti e conscio del percorso continuo che è essere artigiani, è conscio anche che le critiche ci sono e ci saranno sempre. E “tagliato con l’accetta”, onestamente, non mi sembra offensivo.
      Fonte: proud figlia di un artigiano e wannabe tale.

      Rispondi
    • Brenda

      10/09/2020 alle 3:37 PM

      Appena ho visto l’articolo ho pensato “meno male che Giulia ha messo la definizione di sostenibilità all’inizio visto che viene usata per indicare qualsiasi cosa ormai, quando è un concetto che significa una cosa precisa e no, essere buoni e gentili si può fare anche quando non si è sostenibili(e si spera avvenga sempre). Un brand piccolo e carino può anche non essere sostenibile. E all’inizio è spiegato ampiamente ma vedo c’è molta confusione.
      Che poi tanto per essere veramente sostenibili bisognerebbe comprare solo il giusto quindi il concetto del “che producete a fare” è più che lecito. Purtroppo si fa tanto greenwashing ora che è un trend ed è davvero difficile orientarsi.

      Rispondi
    • Elisa

      11/09/2020 alle 11:56 AM

      Ciao Francesca, se posso offrire un punto di vista al tuo commento, mi sento di dirti che la moda e i marchi di abbigliamento vengono creati con lo scopo di vendita e il definirli belli o brutti fa parte di questo processo.

      Non esiste brand o collezione non destinata ad essere giudicata e anche nel momento in cui viene definita bella altri elementi vengono tirati in causa. Un artigiano o un brand lo sa. Ad ogni modo sostenibilita’ e brand artigianali sono due cose diverse.

      Il tema della gentilezza e’ un requisito importante si, ma qui sopra viene semplicemente esposto un punto di vista su una fetta di marchi che offrono sicuramente prodotti di qualita’ – ma che non sempre rientrano nei gusti personali e che non sempre riescono ad accontentare tutte le body shapes di noi donne.

      Tutto questo per dire che il livello di gentilezza percepito e’ del tutto soggettivo e poco rilevante, nella mia umile opinione.

      Elisa

      Rispondi
  21. Orietta

    10/09/2020 alle 9:38 AM

    Ma che bell’articolo utile! Certo decisamente contrario alla tua frase “gli abiti sostenibili sono schifosi” oppure “capisco benissimo chi compra da Zara” che hai fortemente sostenuto su instagram. Complimenti per la coerenza, l’etica e la capacità di cavalcare un trend a discapito della tua credibilità.

    Rispondi
    • rockandfiocc

      10/09/2020 alle 12:36 PM

      ho detto ” gli abiti sostenibili SPESSO sono brutti e tagliati male”. e si, capisco benissimo chi compra da zara, perché non tutti hanno 1) il tempo 2) la voglia 3) le informazioni a loro disposizione per comprare sostenibile.
      Ecco perché ho scritto l’articolo, per dare a tutti spunti su brand BELLI dai quali acquistare.

      Rispondi
  22. Peccatonondirlo

    10/09/2020 alle 4:35 AM

    Utilissima questa guida, complimenti!!!

    Rispondi
  23. Angela

    09/09/2020 alle 10:52 PM

    Ciao Giulia, grazie per aver linkato il mio articolo su come capire se un brand è sostenibile, sono onorata! Sul mio blog ce ne sono diversi dedicati proprio ai marchi di moda etica e sostenibile: ho avuto modo di provare personalmente alcuni dei marchi che hai citato, come Rifò e CasaGIN, e sono davvero super. Al contrario, ti riporto la mia esperienza con Good on You: per molti brand ci azzecca, ma per altri non proprio… meglio fare sempre un doppio check sui siti delle aziende! Grazie ancora e buon lavoro!

    Rispondi
  24. CAROLA

    09/09/2020 alle 6:23 PM

    Ciao Giulia! fantastico articolo!
    Ti consiglio anche @aramuitaly che fa blazer da donna con tessuti di giacenza di importanti tessiture italiane e disponibili in quantità limitata!

    Rispondi
  25. Benedetta

    09/09/2020 alle 5:14 PM

    Una grandissima ricerca! grazie Giulia davvero un lavoro certosino e prezioso!!!! Gli articoli del tuo blog sarebbero rilegare e studiare
    Baci!

    Rispondi
  26. Alice

    09/09/2020 alle 4:59 PM

    Che bello questo articolo!! Grazie Giulia!
    Tra i brand sostenibili di costumi ti segnalo repainted beachwear. I loro capi sono Made in Italy e derivano da materiale plastico raccolto in mare.

    Rispondi
  27. Giulia

    09/09/2020 alle 4:12 PM

    Ciao Giulia! Intanto grazie per questo super articolo 🙂 Volevo consigliarti un brand di scarpe italiano e sostenibile Womsh, che ho acquistato personalmente. Invece come piattaforma per trovare marchi sostenibili io utilizzo “Il vestito verde”, sito semplice e ben fatto che raggruppa per categorie di interesse (scarpe, abiti, abb sportivo ecc…) e non solo (hand-made, vintage, made in Italy ecc..) e-shop green. 😉

    Rispondi
  28. Giordana

    09/09/2020 alle 2:37 PM

    Ciao! Mi viene in mente anche Progetto Quid (https://shop.progettoquid.com) che utilizza scarti di altri brand e ne crea altri in modo sostenibile.

    Rispondi
  29. Ale

    09/09/2020 alle 11:19 AM

    Ciao Giulia!
    Ti segnalo anche questo sito che raccoglie tutti i brand sostenibili con una ricerca anche per tipo di certificato ottenuto..una perla rara!
    https://www.sustainablegate.com/it/

    Rispondi
  30. Giulia

    09/09/2020 alle 11:18 AM

    Ciao Giulia, tra i brand sostenibili ti segnalo anche @fantabody, che ha fatto uscire ora una linea ottenuta al 100% con plastica reciclata.
    Fammi sapere che ne pensi!!
    Grazie!

    Rispondi
  31. Silvia

    09/09/2020 alle 10:56 AM

    Ciao Giulia, aspettavo da tempo un focus così da te. 😉 Sono molto attenta a cosa compro e il tuo articolo mi ha fatto scoprire diversi brand che non conoscevo e spero che in Italia aumentino realtà così, dobbiamo puntare sempre di più su alta qualità, fibre e materiali innovativi ma soprattutto su eleganza e capi raffinati! Grazie!

    Rispondi
  32. Maria Sole

    09/09/2020 alle 10:46 AM

    Ciao Giulia! Sui vestiti: http://www.altarosa.it
    Usano solo tessuti Vegan, quindi niente di origine animale, pigmenti solo naturali e la produzione è gestita da un gruppo di sarte nel cecinese. Belli e qualità super.

    Rispondi
  33. Cecilia

    09/09/2020 alle 10:44 AM

    GRAZIEEEEEE, articolo davvero utilissimo!

    Rispondi
  34. Alessia

    09/09/2020 alle 10:28 AM

    Ciao Giulia, per le borse segnalo REDO https://redoupcycling.com , un marchio che produce zaini e borse con materiale riciclato, fatto tutto in Trentino!

    Rispondi
  35. fdrdgl

    09/09/2020 alle 10:02 AM

    Ciao Giulia, nella sezione borse, ti segnalo anche Filufilu Bags: https://www.filufilu.com/, le fa una signora a Verona, non conosco l’origine della pelle, ma di sicuro è un piccolo marchio Italiano, fully Made in Italy.
    anche Bluetiful che realizzano cerchietti e accessori 100% in Italia.

    Rispondi
    • rockandfiocc

      09/09/2020 alle 10:15 AM

      grazie ma non sappiamo se sono sostenibili! non è che per forza brand piccoli lo siano, purtroppo

      Rispondi
  36. Lara

    09/09/2020 alle 9:09 AM

    Che super lavoro!!! Grazie!

    Rispondi

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