Se mi seguite su Instagram ve ne sarete accorti, sono ossessionata dai jeans. Vi parlo di jeans dal 2012, ho la mia cartella Pinterest dedicata che aggiorno religiosamente, compro più jeans che cibo. Non so da dove sia nata questa mania, ma mi ricordo distintamente quando nel 2014 lessi questo articolo  e decisi che dovevo avere un paio di jeans come quelli della ragazza fotografata. Dal 2015 si è fatto strada un trend, quello della rivisitazione di vecchi jeans: molti marchi adattano pantaloni vintage, unendo così la qualità della vecchia tela denim (che quasi nessun brand può più permettersi di produrre) ad un un fit moderno.

Gli anni sono passati e ho provato di tutto e di più: ogni negozio vintage in cui mi imbatto diventa un’occasione per provare decine di Levi’s, scandaglio Depop come un’ossessa, “studio” tutti i brand del mondo per vedere se ci sono jeans che possono fare al caso mio (ce ne sono tanti ma non me la sento di spendere più di un tot per un pantalone). Mi piacerebbe poter dire di essere una “denimhead” (fissata di denim) ma fidatevi, c’è gente là fuori che ne sa molto più di me.

PARTIAMO DALLE BASI

Jeans – pantaloni fatti di denim, di solito con 5 tasche (2 sul dietro e 3 sul davanti – si conta anche la minitaschina inclusa in una delle due tasche frontali per tenere le monete, nota originariamente come “taschino da orologio”.), una patta frontale  (con bottoni o zip) e 5 passanti per la cintura

Denim – un tipo di tessuto, di solito in cotone

Sebbene i primi esempi di pantaloni da lavoro in denim fossero già indossati nel XVII secolo, l’invenzione ufficiale dei blue jeans risale al 20 maggio 1873, data in cui l’ufficio brevetti americano assegnò il brevetto n° 139121 a Levi Strauss & Co. e a Jacob Davis. Fu proprio quest’ultimo ad avere l’ingegnosa idea di utilizzare dei rivetti in rame per rinforzare i pantaloni da lavoro in denim da uomo.

L’OSSESSIONE PER I JEANS VINTAGE

Ultimamente la moda del denim vintage di colore chiaro a vita alta è tornata, complice la riedizione di pezzi storici di Levi’s come il 501, finalmente riproposto dal brand in versione anche femminile (per anni in negozio si trovava solo il modello per uomo), tante boutique online e su instagram che fanno lo styling dei loro pezzi con jeans a vita alta e in tela chiara, celebrities che hanno cominciato a metterli, catene di fast fashion che cercano di riprodurli… insomma è vintage denim mania. Preciso che per jeans vintage si intende jeans prodotti prima degli anni ’80.

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PERCHÉ PROPRIO I LEVI’S (e spesso i 501)?

Io non ho mai smesso di comprarli (e rivenderli) e ho finalmente trovato alcune paia in colori diversi che mi calzano a pennello.  Ma cosa rende i denim vintage e i 501 nello specifico così cool? L’ articolo che vi ho citato qui sopra lo spiega benissimo e non potrei essere più d’accordo con le caratteristiche che il jeans perfetto deve avere:

1. LA TELA – non è stretch: il 100% cotone dei jeans Levi’s vintage è imbattibile: la tela vintage è bella spessa, di qualità più alta di quelle che si trovano nei negozi ora. É dura ma non durissima come quella del raw denim, contiene il corpo senza costringerlo.
2. LA GAMBA – non è un jeans boyfriend né largo, è solo dritto abbastanza da non essere stretto sulle ginocchia. É perfetto con scarpe basse, tacchi, stivaletti, praticamente tutto.
3. LA VITA –  tecnicamente è una vita alta ma non è COSÍ alta.
4. IL LAVAGGIO – blu chiaro, senza strappi, buchi, solo un bell’azzurro quasi liso nei punti giusti (perché il cotone scolorisce in modo naturale)
5. IL FIT SUL SEDERE – i 501 fanno il cosiddetto “sedere a mandolino”: rotondo (le tasche sono esattamente nel punto giusto), alto (la cucitura centrale dà questa illusione), contenuto (la tela tira solo sul sedere). Perfetto se come me non avete esattamente un fondoschiena perfetto.

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DOVE COMPRARE JEANS VINTAGE LEVI’S ONLINE

Su app come Vintag, Depop, Shpock. Oppure da negozi online, i miei di riferimento sono: Benedetta Dragoni, Sillabe, Lolita, Fatmama

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DOVE COMPRARE JEANS VINTAGE IN NEGOZIO A MILANO

Groupies, Napoleone vintage, Surplus, Humana vintage (se siete fortunati) e il Venerdì in via Crema/viale Piacenza c’è il mercato del quartiere con una bancarella fornitissima. Non so se li tengano altri negozi a Milano, nel caso la lista completa di negozi vintage di Milano è qui

MATERIALI, TAGLIE E FIT

LE COMPOSIZIONI DEL JEANS

100% Cotone
La composizione dei jeans per eccellenza è 100% cotone. Tendenzialmente i jeans realizzati con tessuti di questo tipo hanno un’immagine molto autentica, ma risultano spesso rigidi. Molto dipende dal peso, ma in generale è meglio non prendere un 100% cotone troppo attillato, perché il cotone è una fibra che naturalmente perde di resistenza a contatto con il calore del corpo, ma cede (pochino) solo su ginocchia e sedere. Se volete qualcosa che rimanga esattamente della stessa forma nel tempo e negli utilizzi, quindi con una recovery perfetta (per intenderci, non vi piace nemmeno la leggera borsa che si forma sulle ginocchia dopo qualche tempo), meglio non acquistare questa composizione.

Il jeans classico in cotone può essere anche “raw”: questo significa che la tela non viene trattata (i jeans vengono lavati varie volte e spesso tinti prima di essere messi in commercio), ed è molto secca al tatto non avendo subito trattamenti stone wash o bleach (è ancora inamidato insomma). I jeans raw sono più pregiati, perché scoloriscono naturalmente con il tempo. In teoria non andrebbero lavati mai per non rovinare il blu della tela.

99% Cotone 1% Elastan
Composizione studiata per avere un vestibilità leggermente più confortevole. Sono pantaloni meno rigidi che permettono di stare comodi anche se indossati tutto il giorno. Possono cedere.

98% Cotone 2% Elastan
E’ la composizione per eccellenza dei cosiddetti “jeans comfort”. Questa piccola percentuale di elastan rende il pantalone non troppo stretch, ma molto comodo. I tessuti così realizzati sono entrati prepotentemente anche nel guardaroba maschile. Se state acquistando un modello skinny però vi consiglio di privilegiare altri tipi di composizione perché quel 2% non è sufficiente per garantire che un pantalone che mantenga la forma nel tempo e negli utilizzi (recovery).

97% Cotone 3% Elastan 
E’ un’ottima composizione per pantaloni dalla vestibilità asciutta, anche skinny. Quel 3% di elastan li rende non troppo stretch (effetto fionda) ma permette di avere un capo che enfatizzerà il nostro corpo senza perdere la forma. Possono cedere.

Composizioni miste
Oggi le performance hanno una posizione di rilievo rispetto all’immagine quando si tratta di scegliere un paio di jeans. La moda degli ultimi anni ci ha imposto fit molto aderenti; per creare dei tessuti che garantissero questo fit, nel tempo e negli utilizzi, sono state realizzate moltissime composizione miste (che non vuol dire siano negative) che ne enfatizzano le performance.

Sono entrate in uso comune fibre quali:
– Poliestere: fibra molto resistente ed elastica
– Elastomultiestere: fibra simile al poliestere ma che garantisce una migliore recovery
– Tencel o Lyocell: fibra derivata dal legno di eucalipto, rende il tessuto molto confortevole e morbido ma se non associata a Elastomultiestere ed Elastan tende a non preservare la vestibilità del capo.
– Modal: fibra derivata dalla polpa del legno, rende il tessuto molto confortevole e morbido ma se non associata a Elastomultiestere ed Elastan tende a non preservare la vestibilità del capo (è simile al Lyocell)
– Elastane (o elastan)(EA) è una fibra sintetica di poliuretano molto utilizzata per elasticizzare i tessuti
– Viscosa: rende i pantaloni morbidissimi ma non assicura recovery

Per avere un capo che mantiene perfettamemente la forma e la vestibilità nel tempo, quindi di solito si parla di jeans e pantaloni skinny, è meglio prediligere le composizioni cosiddette TRIBLEND, ovvero derivate dall’accostamento di tre fibre: cotone, poliestere ed elastan. Se tra le composizioni triblend trovate quella con elastomultiestere, questa è da preferire rispetto al poliestere in quanto questo conferirà al tessuto una mano più morbida, renderà il capo più resistente ai lavaggi ed in generale quest’ultimo manterrà maggiormente la forma e la vestibilità nel tempo.

RIASSUNTO:

ELASTOMULTIESTERE >> POLIESTERE
LYCRA >> ELASTAN
TENCEL / LYOCELL = MODAL
RAYON = tipo nylon ma più confortevole (comunque non il massimo della vita)

 

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COME SCEGLIERE LA GIUSTA TAGLIA DI JEANS

É molto importante comprare i pantaloni del giusto fit e della taglia giusta per stare comode e per essere valorizzate al meglio: a volte diciamo che un modello non ci sta bene solo perché sbagliamo l’uno o l’altra (o entrambi). Provatevi i jeans e poi sedetevi: li dovete sentire comodi ma non larghi o eccessivamente stretti.

Come scegliere le taglie dei Levi’s vintage? 2 in più di quella che avete attualmente (quindi se portate una 26 oggi, comprerete una 28 vintage), ricordandovi che le taglie americane moderne differiscono di +14 rispetto alle italiane (la 26 è una 40 italiana).

Tutto questo può “funzionare” ma in realtà non è un metodo certo, perché tutte le tele vintage sono diverse, le vestibilità dei 501 sono cambiate negli anni (per esempio i 501 anni ’90 vestono strettissimo) e soprattutto da tela bianca, blu, grigia e nera le vestibilità cambiano spesso (questo vale anche per i jeans di oggi, se provate lo stesso jeans di Zara in bianco e in nero noterete delle differenze)

Sull’etichetta marrone dietro il jeans sono indicate due lettere: W è la misura della vita (“waist”, che oggi individua la taglia del jeans) e L è la lunghezza (“length”, che può essere 28,30,32,34).

Curiosità: l’etichetta in pelle raffigurante due cavalli che tirano un paio di jeans è stata realizzata per rappresentare simbolicamente la resistenza dei pantaloni Levi’s e sottolineare lo status status di pionieri nell’utilizzo dei rivetti di rinforzo.

Il sito Imparfaiteparis ha messo online una guida alle taglie per capire quale potrebbe essere la vostra, devo dire che con me ci ha preso (sono alta 1,71 ma ho le gambe molto corte quindi ho dichiarato di essere sotto il metro e 68).

Una convinzione sbagliata – ma frequente – è che il jeans di cotone una volta lavato si restringa nuovamente.
Ogni pantalone viene realizzato dopo aver fatto la cosiddetta “prova cali” a seconda del lavaggio scelto, quindi i jeans trattati non si restringono. Accade, invece, che il tessuto una volta lavato ed asciugato si irrigidisca dando l’impressione che la taglia si sia ristretta. Basterà indossare i jeans nuovamente per riconquistare comodità e morbidezza: il corpo è come un ferro da stiro e con il calore il tessuto si ammorbidisce.

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COME SCEGLIERE  IL GIUSTO FIT DEL JEANS

Come regola generale, ricordate che la vita media e quella alta rendono molta più giustizia alle donne. Il fianco coperto e contenuto dal pantalone, in tutte le taglie, è più fine e slancia la figura.

RIGHT FIT/ STRAIGHT/STANDARD FIT:  jeans che scendono dritti dal fianco fino alla caviglia (il 501)

BOOTCUT: stretto su sedere e coscia, gamba che si allarga leggermente dal ginocchio in giù. Il modello bootcut è stato creato proprio per essere indossato con gli stivali. E’ importante non confondere questo modello con quello anni ’70, a zampa. É il modello perfetto per allungare e snellire le gambe.

SLIM FIT: gamba stretta, a metà tra gli straight e gli skinny.

SKINNY: gamba strettissima che stringe soprattutto alla caviglia. Sta bene solo a chi ha gambe molto slanciate e magre perché non lascia niente all’immaginazione (se volete distogliere l’attenzione dal sedere o dalle culottes de cheval evitateli, ecco)

BAGGY FIT: gamba larghissima, tipico dello streetwear, con cavallo basso e decisamente non donanti.

ZAMPA D’ ELEFANTE: si differenzia dalla gamba del bootcut sul fondo caviglia, dove tende ad allargarsi ulteriormente rispetto alla parte alta della gamba. Modello tipico degli anni 70.

A TROMBETTA (e CROPPED): jeans stretti e poi leggermente svasati alla caviglia. Accorciano otticamente la gamba proprio perché arrivano sopra la caviglia.

MOM JEANS, CARROT JEANS, SLOUCHY JEANS, BALOON JEANS: NO. NO. NO!!!!!! Stanno male a tutti perché sono larghi e con pinces nei punti sbagliati.

 

COME DISTINGUERE I DIVERSI LEVI’S

VINTAGE O MODERNO?

Le differenze principali tra un jeans moderno e uno vintage sono due: la tela e il fit. La tela vintage è più spessa, qualitativa, quella moderna è più sottile e spesso mista ad elastane, per renderla più confortevole. Il fit di una volta era più maschile e largo, mentre con gli anni è diventato più femminile e moderno (per esempio di 501 nuovi sono a vita alta invece che media e la gamba è più stretta). Di solito ad occhio nudo una tela vintage è ampiamente riconoscibile.

Per distinguere un jeans vecchio da uno nuovo bisogna guardare l’etichetta esterna (quella marroncina), che nel vintage è usurata e sbiadita mentre nei Levi’s nuovi è più nuova e lucida, l’etichetta interna bianca con le composizioni, che nei vintage si trova di solito sotto le tasche e sempre composta da un foglietto soltanto, mentre nei nuovi è fatta di 4 fogli lucidi ed è posta sotto la cinta. Terzo indizio, il luogo di produzione, perché tutti i modelli prodotti fino alla fine degli anni ’90 provengono da USA o EU, poi per abbassare i prezzi la produzione è stata delocalizzata in luoghi come il Pakistan e la qualità purtroppo ne ha risentito.

 

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I TABS DEL LEVI’S

Il tab è quel piccolo pezzo di stoffa ripiegato, di solito rosso, cucito a sinistra della tasca posteriore del jeans.

TAB ROSSA: la più comune e la prima mai prodotta, nel 1936. É stata creata per differenziare i Levi’s dai jeans dei marchi competitor, rossa perché era facile da vedere a contrasto con il blu scuro dei jeans.

TAB ARANCIONE: rara, perché prodotta dal ’79 al ’95 soltanto (spesso per i modelli 600 e 800)

TAB BIANCA: è posta sui jeans in velluto ed è tipica della linea “Levi’s for gals”

TAB NERA, BLU: rilanciate negli ultimi anni, su jeans che riprendono modelli vintage (se li avete teneteveli stretti)

TAB ARGENTO: super rara, tipica degli anni ’80 e ’90 e del periodo grunge, distingue una linea premium e si trova su jeans di un cotone spesso e resistente

 

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I MODELLI LEVI’S VINTAGE PIÚ FAMOSI

I Levi’s sono fatti in serie (300,400,500,600.700,800…) e per ogni serie esistono un sacco di modelli:

MODELLI ADERENTI: 534, 595 (questi due sono come i 501 ma più stretti, con zip e vita alta),607, 611, 805, 806 (questi 4 sono orange tab, stretch fit)

MODELLI DRITTI: 205 (orange tab), 440 (black tab) 441 (black tab, uguali a 440 ma con zip) 509 (orange tab), 607 (orange tab) 611 (orange tab), 614 (orange tab), 630 (orange tab) 631 (orange tab) 633, 701 (dovrebbero essere raw, bellissimi), 805 (stretch), 614, 615, 814, 891 (tutti e 4 orange tab)

501, i classici: vita media, gamba dritta, vibe anni ’90

505: come i 501 ma con la zip

901: si dice siano i 501 femminili, a vita alta e gamba dritta (un po’ anni ’80, a me non fa impazzire)

MODELLI COMODI: 517

MODELLI LARGHI: 519

MODELLI BOOTCUT : 315, 417 orange tab (li vedete nelle mie storie in evidenza, sono molto belli, con la piega frontale e una tela morbida e stupenda. Slanciano parecchio), 516, 517, 518, 566 (anche questi con piega, perfetti per pera sottile), 607, 608

MOM: 840, 881 e 550 (esistono sia a carota che dritti)

A ZAMPA: 525, 529 (come i come 525 ma ancora più a zampa)

 

Se può servirvi, Bragvintage ha un guida pazzesca dove descrive caratteristiche principali sulla vestibilità di tutti i Levi’s, addirittura divisa per serie, dalla 100 alla 900, con le info di base e il livello di rarità di ogni modello.

 

I MODELLI LEVI’S MODERNI E A QUALI BODYSHAPE DONANO

Vi risparmio i modelli skinny che trovate sul sito perché non mi piacciono né come fit né come composizione, perché ovviamente uno skinny non può essere interamente in cotone, deve avere altre fibre per poter essere portabile altrimenti neanche riuscireste ad infilarlo. Credo comunque che donino alle donne rettangolo e mela

(fonte: @amysmilovic instagram, la creatrice del marchio Tibi)

Il 501 CROP: diverso dal 501 vintage perché più stretto di gamba, e purtroppo disponibile solo cropped, cioè sopra la caviglia. Online lo trovate anche della lunghezza 30 (che risulta comunque corta per molti) e solo in certi negozi fisici Levi’s esiste anche lungo (io l’ho comprato a Sesto San Giovanni). La vestibilità è cambiata ancora rispetto agli anni passati (io per esempio ho una taglia 24, che non ho mai portato in vita mia). Perfetto per ragazze piccoline, quasi per petite oserei dire.

Il RIBCAGE: vita altissima, fascianti su sedere e fianchi, poi si allargano sulla gamba. Come delle culottes di jeans, perfetti per le donne con un po’ di forme, come le clessidra o semplicemente per chi ha cosce importanti.

724 STRAIGHT: vita alta, con un po’ di elastane, aderenti su fianchi e cosce e poi dritti dal ginocchio in più. Li ho provati ma non mi piace il fit, sono in realtà quasi degli skinny jeans.

725 BOOTCUT: vita alta, gamba bootcut (quindi progressivamente più larga da appena sopra il ginocchio fino a terra), sono mordbidissimi grazie alla tela triblend e come dice lo stesso sito Levi’s sono “realizzati per valorizzare, snellire e sollevare. Un modello classico che slancia le gambe”. Perfetto per le donne pera!! Da portare con un pochino di tacco.

314 SHAPING: vita media, modellanti su fianchi e cosce e con gamba dritta, questo quadriblend è uno shaping, cioè “snellisce la pancia e modella le curve, è dotato di un innovativo pannello per snellire la pancia, solleva i glutei e slancia le gambe”. Non amo la vita media né la gamba come questa ma forse vale la pena provarlo. C’é anche nella versione slim, nel modello 312 SHAPING

I MODELLI LEVI’S DISCONTINUATI MA NON ANCORA VINTAGE

501S: la tela è quella del 501, la vita è alta ma la gamba è skinny. Decisamente i meno tamarri tra i jeans stretti Levi’s

501T: vita media e gamba più larga dei 501 classici

501CT: vita bassa e gamba più larga dei 501T

wedgie straight e wedgie flared : un 501 più alto di vita e più stretto di gamba e cropped il primo, a zampa il secondo

LE COLLEZIONI SPECIALI LEVI’S

Sono tutte indicate qui

 

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ALTRI BUONI MARCHI OLTRE A LEVI’S

Ci sono chiaramente marchi moderni che propongono ottime tele denim: Toteme, J Brand, Paige, Rouje, Apc. Altra opzione da non sottovalutare, il marchio RE/Done, che modifica vecchi Levi’s per renderli moderni nel fit.

Ci sono sicuramente altri marchi buoni ma 1) non li ho provati quindi non vi so dire per certo come siano 2) sotto una certa cifra il denim NON PUÓ essere di qualità, quindi escludo categoricamente svariati brand che ho comprato in passato ma che non hanno superato la prova del tempo (BDG di Urban Outfitters, Arket, certi modelli Asos, Weekday), oltre ovviamente ai jeans del fast fashion, che possono anche essere di cotone ma non avranno mai una buona tela, dato il prezzo così basso.

 

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COLORE DEL DENIM E CONSIGLI DI MANUTENZIONE

Il denim nasce di colore molto scuro e solo con specifici trattamenti e lavaggi si ottengono le colorazioni chiare, intermedie, sbiancate, etc. Tendenzialmente i brand propongono lavaggi scuri durante la stagione invernale – più richiesti e più in linea con il mood della stagione- e più chiari per la stagione primaverile. La tintura indaco, quella utilizzata per i tessuti denim, è una tintura pigmento superficiale; il colore infatti è depositato esternamente sul filato come fosse incollato mentre l’interno rimane di colore ecrú. Questo è il motivo per cui il denim con l’usura ed i trattamenti decolora presentando un aspetto vintage e più chiaro. Tutti i jeans quindi, nel tempo, tendono a schiarirsi e ad usurarsi, ma esistono alcuni semplici accorgimenti per preservare il colore il più a lungo possibile: é consigliabile lavare sempre i pantaloni al rovescio, a bassa temperatura, mantenendo i giri della centrifuga ad un livello medio ed è importante non esporli al sole durante il processo di asciugatura: i raggi solari infatti sbiadiscono i colori.

Quando comprate jeans nuovi già scoloriti su pube e ginocchia sappiate che quell’effetto è stato ottenuto industrialmente (a fronte di un ingente consumo di acqua) e con tecniche abrasive, per imitare la scoloritura naturale del raw denim (per esempio lo stonewashing con pietre pomici). Molte delle tecniche di lavaggio dei jeans sono indicate sul sito Levi’s.

 

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CURIOSITÁ SUL JEANS

COS’É IL RAW DENIM?

I raw denim sono jeans in tela denim naturale (non trattata né colorata né lavata), molto dura, che si ammorbidisce e si scolorisce nei punti giusti in un modo naturale e bellissimo con il tempo. Il raw denim è pregiato e costoso e solo per veri intenditori, anche perché non si può lavare come il normale denim. Sul sito Levi’s c’è una spiegazione più accurata di questa, se foste interessati. Qualcuno dice non si possa lavare MAI ,in realtà è una leggenda metropolitana. Parrebbe che comunque anche senza lavarli i jeans non si sporchino particolarmente , quindi se avete un raw denim potete stare tranquilli (ipotesi che -ci tengo a dirlo -non approvo assolutamente). Internet è pieno di storie mirabolanti di gente che non ha lavato i suoi raw denim per due anni, gente che ha fatto il bagno in mare con i pantaloni addosso e gente che li ha lavati e si è amaramente pentita. Poi c’è il metodo del freezer, quello della vasca e tanti altri. l risultato di un raw denim parecchio indossato (si parla di un paio di anni) è questo che vedete su Jeanne Damas, che prima di fondare Rouje indossava solo jeans A.P.C (io non dimentico):

 

PERCHÉ L’ ETICHETTA DEI MIEI LEVI’S É TUTTA ROSSA SENZA LETTERE?

Nei Levi’s moderni si trova questa etichetta con la R ogni 10 jeans prodotti, è un sistema per regolare la produzione

PERCHÉ LA MIA RED TAB HA LA E MAIUSCOLA?

Prima del 1971 tutte le etichette Levi’s erano scritte in stampatello, mentre da quell’anno in poi solo la E è diventata minuscola. oggigiorno i jeans con red tab con la E maiuscola sono veri pezzi rari.

 

PERCHÉ I MIEI LEVI’S HANNO UNA CUCITURA STORTA SULLA GAMBA?

Una semplice questione di stile per rendere la gamba del pantalone “twisted”, questa particolarità si chiama infatti “twisted seam”. Vi ricordate il modello Engineered dei primi anni 2000?

 

PERCHÉ I MIEI LEVIS SEMBRANO VINTAGE MA HANNO L’ETICHETTA COME FOSSERO NUOVI?

 

Sono in realtà quasi vintage perché sono spesso fondi di magazzino di diversi anni, però mai indossati, e ad alcuni è stato dato addirittura uno stile usato, per fare sembrare invecchiata la tela

POSSO FARMI FARE DEI LEVI’S SU MISURA?

da Levi’s in Francia ci si può fare fare un jeans su misura per 595 euro (in alcune sedi Levi’s e nei grandi magazzini printemps)

 

DOVE TROVO GLI SHORTS LEVI’S CON TELA VINTAGE?

Il mio consiglio è: comprate un qualsiasi modello vintage a pochi euro che vi stia bene di vita e sedere e tagliate la gamba! Inutile comprarli nuovi in negozio.Mi raccomando non fate l’orlo, gli shorts di jeans sono belli tagliati con la forbice.

COS’É IL CANADIAN TUXEDO?

É il total look denim, che qui vedete indossato da Leandra Medine. A me personalmente piace molto.

COME ACCORCIARE IL LEVI’S NEL MODO “CORRETTO”?

É fondamentale che mantengano l’orlo originale, quindi attenzione, se li portate a fare accorciare indicate alla sarta di mantenerlo! Se vi piace, anche il fondo del jeans tagliato con la forbice è una ottima opzione. Ovviamente se c’è la cimosa non tagliate a vivo

PERCHÉ IL RISVOLTINO HA ORIGINI NOBILI?

Tradizionalmente, il denim con cui venivano fatti i jeans non era pre-lavato. Una volta lavati quindi, i jeans si restringevano del 10% circa, quindi le persone compravano jeans più lunghi del normale e li arrotolavano fino a che non diventavano della giusta lunghezza. Ancora oggi è la moda è mantenuta dai denimhead per mostrare la cimosa dei loro jeans e addirittura ci sono 8 metodi diversi per farlo

SE VOLESTE SAPERNE DI PIU

Ci sono milioni di siti che parlano solo di denim mentre recentemente mi hanno segnalato un gruppo Facebook, LEVIS DENIM RESEARCH GROUP , dove le persone si scambiano foto di rari acquisti Levi’s e si danno consigli. Stupendo.

n.d.r: Ringrazio Sophia Lippi che è stata la prima a parlare in una serie di instagram tv di tante delle cose che ho scritto in questo articolo, che mi ha sopportata rispondendo a mille domande e che conosce OGNI singolo modello di Levi’s esistente!!!

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7 Commenti

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  1. Swanina

    24/05/2020 alle 11:40 AM

    Ciao Toro! Grazie per la guida super figa, io sto ad Amsterdam e qui ci sono un botto di negozi vintage con tonnellate di Levis, quindi passato sto incubo Corona vado a fare una retata. Se hai sogni particolari posso magari anche cercare qualcosa per te!
    Cmq sto facendo il famoso decluttering del mio armadio e ho trovato un paio di Levis neri 712 Slim con tag nero, tu dici che tag nero = figo, ma non dici niente su questo modello…

    Ultima cosa: cosa ne pensi di Denham?

    Rispondi
    • rockandfiocc

      24/05/2020 alle 11:57 PM

      non mi piacciono gli skinny come ho scritto nell’articolo! la tela misto elastane è cheap da vedere per me
      denham non l’ho mai sentito nominare!

      Rispondi
  2. CE

    19/05/2020 alle 5:05 PM

    Bellissimo articolo, super interessante e ricco di informazioni utili!
    Grazie mille

    Rispondi
  3. Martina

    19/05/2020 alle 3:15 PM

    La bibbia, screenshottato e archiviato!

    Rispondi
  4. clo

    19/05/2020 alle 11:39 AM

    Bellissimo articolo pieno di informazioni utili e spunti interessanti! Penso sia il più completo e dettagliato che abbia mai letto.
    Grazie mille

    Rispondi

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